Olivetti – Il sogno italiano che gli americani ci hanno rubato
Quando si parla di computer e innovazione, la mente vola subito alla Silicon Valley. Ma prima di Steve Jobs, Bill Gates e compagnia bella, c’era un’azienda italiana che aveva già capito tutto: Olivetti. Sì, proprio loro, quelli delle macchine da scrivere. Ma sapevi che sono stati tra i primi a creare un personal computer? E che, ovviamente, ci è stato portato via dagli americani? Questa è la storia di Olivetti e l’innovazione italiana, un capolavoro tecnologico che l’Italia ha lasciato scivolare via.
Adriano Olivetti: il visionario che voleva cambiare tutto
Negli anni ‘50, mentre il resto del mondo pensava ancora ai mainframe grandi quanto appartamenti, un uomo in Italia stava immaginando qualcosa di completamente diverso. Adriano Olivetti non era solo un industriale, ma un visionario che vedeva nella tecnologia un mezzo per migliorare la società.

Sotto la sua guida, Olivetti non era solo una fabbrica di macchine da scrivere, ma un laboratorio di idee rivoluzionarie. E il primo grande passo fu un oggetto che oggi potremmo considerare banale, ma che all’epoca era un gioiello tecnologico: la Lettera 22.
La Lettera 22: la macchina da scrivere che ha fatto storia
Nel 1950, Olivetti lancia la Lettera 22, una macchina da scrivere portatile che diventa un’icona di design e funzionalità. Usata da giornalisti e scrittori di tutto il mondo, viene persino esposta al MoMA di New York.

Programma 101: il primo vero personal computer
Ma la vera rivoluzione arriva nel 1965 con l’Olivetti Programma 101, il primo personal computer della storia. Un dispositivo compatto, con memoria programmabile e un design futuristico. Gli americani restano a bocca aperta quando lo vedono presentato alla Fiera Mondiale di New York.

IBM e il dominio americano
Ma mentre Olivetti innovava, IBM dominava il mercato con i suoi mainframe. L’IBM System/360 rappresentava la potenza americana, con un’industria che macinava miliardi e una capacità di distribuzione impareggiabile.

Il declino e l’ombra degli Stati Uniti
Negli anni successivi, Olivetti viene smantellata pezzo per pezzo. Il settore informatico viene venduto a General Electric, e l’azienda si ritira dal mercato dei computer. Il sogno italiano dell’informatica viene spento prima di poter competere davvero.
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