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CLICKBAIT – CLICKA PER SAPERE COS’È (UHAUHAUHAU)…AH!

da | Il fantastico mondo dell'Internet

Clickbait – Come ti fottono con un titolo (e tu nemmeno te ne accorgi)

Immagina questo: sei lì tranquillo, stai scrollando dopo pranzo con lo stomaco pieno e i riflessi lenti come un modem 56k… quando all’improvviso un titolo ti urla contro: “Sta per succedere qualcosa di gravissimo. Ecco cosa…”

Panico. Clicchi. E ti ritrovi in un articolo che parla di un tizio che ha dimenticato il portafoglio al bar.

Signore e signori, benvenuti nel magico, infido, scivoloso, bastardo mondo del clickbait.

Cos’è il clickbait? Te lo dico subito. O forse no. O forse sì. Clicca per scoprirlo!

Il clickbait è quella tecnica subdola ma geniale (per i bastardi che la usano) che consiste nel creare un titolo iper-accattivante, spesso esagerato o fuorviante, con un solo scopo: farti cliccare.

Non importa se dentro ci trovi il vuoto cosmico. L’importante è che tu apra l’articolo, che generi traffico, che vedi la pubblicità. Il contenuto? Dettagli.

Perché il clickbait funziona (e continua a funzionare)?

Perché il nostro cervello è pigro e curioso. Una combinazione mortale. Leggiamo il titolo, lo associamo a qualcosa di enorme e ci scatta il neurone da scimmia urlante: “Devo sapere!”

La maggior parte delle persone non legge oltre il titolo. Alcuni non leggono nemmeno la descrizione. Alcuni nemmeno sanno leggere, ma cliccano lo stesso.

È così che nascono i fraintendimenti, le bufale, le fake news. Perché se una roba è scritta in grassetto e finisce con un punto esclamativo, allora deve essere vera. Giusto?

La notizia come prodotto: se non vende, non serve

Il clickbait è la versione moderna del venditore di pentole da fiera: ti attira con un trucco, e poi ti rifila una padella sbeccata a 80 euro. La differenza? Qui ti vendono una notizia.

I titoli servono a generare click, visualizzazioni, interazioni. Quello che c’è scritto dentro l’articolo? Spesso è un finto approfondimento fatto giusto per dire “qualcosa” e riempire righe.

Quando il clickbait non è solo fastidioso, ma pericoloso

Il problema vero nasce quando il clickbait gioca con le paure, con le ansie, con le tragedie. Titoli tipo:

  • “Sta per arrivare un blackout globale. Sei pronto?”
  • “Scoperto un nuovo pericolo invisibile che ti uccide mentre dormi!”
  • “Ecco perché da domani cambierà tutto, per sempre”

…e poi scopri che parlano dell’orario legale. È allarmismo mascherato da informazione.

Il clickbait è una strategia. Ma chi lo usa davvero?

Qui si apre la parte bella. Perché mentre tutti accusano i media ufficiali di gonfiare le notizie, nessuno dice nulla ai santoni digitali che fanno la stessa cosa (ma con meno grammatica).

Blog, video YouTube, libri scritti in Comic Sans, podcast da scantinato: tutti usano il clickbait per farsi notare. E indovina un po’? Molti ci riescono.

La cosa ironica è che proprio quelli che denunciano la manipolazione spesso usano le stesse tecniche per attirare lettori. Ma siccome dicono che “loro non prendono ordini da nessuno”, allora va tutto bene.

Come riconoscere un titolo clickbait?

Facile. Se il titolo:

  • Ti promette qualcosa senza dirti cosa (“Ecco cosa succede se…”)
  • Contiene numeri sparati a caso (“7 cose che…”)
  • Ti fa sentire un idiota se non clicchi (“Solo l’1% lo capisce”)
  • Contiene parole come “scioccante”, “incredibile”, “clamoroso”

…allora è clickbait.

Come difendersi da questa piaga?

Semplice. Leggi, verifica, approfondisci. Se un titolo ti sembra troppo bello o troppo assurdo per essere vero, probabilmente lo è.

E se dopo tutto questo ancora ti cascano gli occhi su un titolo tipo “Non crederai mai a cosa ha fatto questo cane col tostapane”, beh… dai, forse sei anche tu parte del problema 😅

P.S. Questo articolo era clickbait? Forse un po’. Ma almeno hai imparato qualcosa. E non ti abbiamo venduto un PDF con 3 font gratis e una foto di un micio vestito da Gandalf.

P.S.S. Se ti serve qualcuno che sappia distinguere un sito utile da una cagata in HTML, clicca qui. Promesso: niente clickbait.