Dai codici segreti ai primi computer – La guerra che ha fatto nascere l’informatica
Se pensi che i primi computer siano stati creati per fare i calcoli delle tasse o per prenotare le vacanze online, sei fuori strada. L’informatica moderna nasce per decifrare messaggi segreti, battere i nazisti e, come effetto collaterale, cambiare il mondo. E chi poteva riuscirci, se non un matematico geniale con un cervello grande quanto la sua sfiga? Signore e signori, ecco la storia di Alan Turing e la nascita dei primi computer: un viaggio tra codici indecifrabili, macchine enormi e scelte di vita che avrebbero fatto tremare anche Steve Jobs.La guerra e la necessità di un’arma invisibile
La Seconda Guerra Mondiale non si combatteva solo con carri armati e bombe, ma anche con l’informazione. E quando i nazisti iniziarono a comunicare usando Enigma, una macchina cifratrice considerata impossibile da decifrare, gli Alleati si resero conto che serviva un’arma diversa: l’intelligenza matematica.
Alan Turing e la macchina Bombe
Gli inglesi, disperati, si affidano a un team di geniacci nascosti a Bletchley Park, il centro segreto di decifrazione britannico. E tra loro c’è lui, Alan Turing, che con il suo carattere burbero e la sua logica brutale si mette in testa di risolvere il problema con una macchina.
Colossus: il primo computer elettronico
La Bombe di Turing è una meraviglia, ma è ancora elettromeccanica. Poi arriva il Colossus, il primo vero computer elettronico programmabile, progettato nel 1943 da Tommy Flowers. Usa valvole termoioniche al posto di ingranaggi, ed è capace di decifrare migliaia di messaggi crittografati in tempi record.
Il bello? Dopo la guerra, per questioni di sicurezza, tutti i Colossus vengono smantellati. In pratica, il primo computer elettronico della storia viene cancellato dalla storia stessa.
ENIAC e l’alba dei mainframe
Finita la guerra, negli USA qualcuno si accorge che i computer possono servire anche per scopi civili. Nel 1946 nasce l’ENIAC, il primo computer elettronico general-purpose. Grande quanto un appartamento e con più valvole di un televisore anni ‘60, l’ENIAC apre la strada all’era digitale.

Il destino di Turing e il mistero della mela
Dopo la guerra, Turing viene trattato come un eroe? Macché. Il governo britannico lo perseguita per la sua omosessualità, lo sottopone a terapie ormonali devastanti e nel 1954 viene trovato morto accanto a una mela avvelenata. La versione ufficiale parla di suicidio, ma le teorie si sprecano.
E qui arriva il gossip tech: qualcuno pensa che Steve Jobs abbia scelto il logo di Apple proprio in omaggio a Turing. Apple, ovviamente, nega tutto. Ma noi non ci caschiamo. O forse sì?
